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ACHILLELISSONI [ La mia generazione ha perso. Ma nessun rimpianto. ]
 



8 aprile 2010


NAPOLITANO E' RICATTATO

Temo che Berlusconi tenga per le palle Napolitano e tutti i leaders del PD.
cioè, secondo stile, ha i dossier per ricattare chiunque tenti di fermarlo
a partire purtroppo da Napolitano
Costituzione e democrazia in serio pericolo
Molto di più di quanto si possa pensare
E forse è stato già superato il punto di non ritorno




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14 febbraio 2010


CARO TONINO, HAI CHIUSO !!!!

 

De Luca, Travaglio: “L’Idv doveva pensarci prima”

di Marco Travaglio, da Il Fatto Quotidiano, 7 febbraio 2010

Inutile nascondersi dietro un dito. L’ovazione che ha salutato una vecchia volpe come Enzo De Luca al congresso dell’Idv rappresenta una sconfitta per Antonio Di Pietro e soprattutto per il suo tentativo di portare un minimo di pulizia nella politica italiana. L’impegno strappato a De Luca di dimettersi, se fosse eletto governatore della Campania e poi condannato (in primo grado, sottintende Di Pietro; in Cassazione, cioè fra vent’anni, sottintende De Luca), non è che una foglia di fico. Soltanto le forme, in questa brutta storia, sono state rispettate: Di Pietro ha rimesso al congresso la decisione se appoggiare o meno il candidato impresentabile del Pd e il congresso ha deciso, addirittura per acclamazione, di sì. L’ex pm del resto era stretto nell’angolo dalle circostanze, che non gli lasciavano alternative: o rinunciare a presentare la lista in Campania, o associarsi al Pd cioè a De Luca. Candidati spendibili non ne ha trovati, anche perché ha cominciato a cercarli troppo tardi, quando ha scoperto che la minestra che passava il convento era ancor più indigesta di quanto mente umana potesse immaginare: un candidato due volte rinviato a giudizio per reati gravissimi (concussione, associazione per delinquere, falso e truffa) al posto di un altro, Bassolino, che di rinvii a giudizio ne ha solo uno.

A quel punto non restava che una candidatura di bandiera, quella di De Magistris, che però ha mancato di coraggio, temendo gli attacchi per una “fuga da Bruxelles” pochi mesi dopo l’elezione, e si è reso indisponibile. Ciò che tutti fanno da sempre, fatto da lui, non sarebbe stato perdonato. E altri candidati seri era difficile trovarne all’ultimo momento, anche perché chi corre alla carica di governatore, se perde, non diventa nemmeno consigliere regionale. Fin qui le questioni formali. Quella sostanziale è che ora Di Pietro è costretto a sostenere un signore che, per le regole da lui stesso imposte anzitutto a se stesso, è incandidabile: nel 1996 l’ex pm, sul quale pendevano soltanto alcune richieste di rinvio a giudizio della Procura di Brescia (poi regolarmente respinte da vari gip), restò in disparte e rinunciò a presentare una sua lista nel momento di massima popolarità. Come e perché si è arrivati a questo punto? Anzitutto a causa della spregiudicatezza del Pd che, violando il proprio statuto, ha fatto in modo di evitare le primarie per scegliere l’aspirante governatore e, violando il proprio codice etico, ha mandato avanti un pluri-imputato. Ma anche a causa dell’improvvisazione un po’ rinunciataria con cui Di Pietro ha affrontato le regionali, dichiarando preventivamente che avrebbe appoggiato qualunque candidato targato Pd, purchè glielo comunicassero entro la data delle elezioni. Forse non prevedeva che Bersani & C. avrebbero osato tanto.

Errore: da questi signori bisogna sempre attendersi il peggio. Dunque occorreva predisporre per tempo un piano B, interpellando la società civile campana, se ancora ne esiste una, per far emergere una soluzione alternativa. Ma pensando in grande, anche al punto di proporre un candidato indipendente alle altre forze del centrosinistra. Di Pietro non l’ha fatto e si è consegnato al consueto ricatto: o inghiotti il rospo De Luca, o consegni la Campania al Pdl dei Cosentino e dei Cesaro, ben nascosti dietro il faccino al Plasmon del craxiano Caldoro. Naturalmente l’eventuale sconfitta non sarebbe dipesa dal venir meno dell’Idv, ma dalle scelte sciagurate del Pd che in tre anni di scandali non ha costretto alle dimissioni né Bassolino né l’altrettanto impresentabile signora Mastella (che, non dimentichiamolo, è presidente del Consiglio regionale in quota centrosinistra) e ora si presenta pure con la faccia di De Luca. Ma la solita disinformatija di regime avrebbe impiegato poco ad addossare al “traditore” Tonino le colpe altrui. Bisognava pensarci prima, appunto. Ora è tardi per le lacrime di coccodrillo. Ma oggi gli italiani che sognano una politica pulita sono un po’ meno di ieri.

(7 febbraio 2010)

Caro Tonino,

non hai solo commesso un grosso errore.

Hai chiuso !!!!!


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30 gennaio 2010


IL FALLONE DI SILVIO E PATRIZIA

 

Ipotesi

di autocomplotto

di Marco Travaglio

Grazie a Massimo Tartaglia, il collega squilibrato

che l’ha colpito con un souvenir, il Banana era

riuscito a far dimenticare Veronica, le

euroveline, Noemi, Patrizia e i ponti aerei di

gnocca aviotrasportata su voli di Stato nelle sue varie

residenze. Svanite anche le dieci domande di

Repubblica, dopo le dieci non-risposte date nel libro di

Vespa e i casi Marrazzo e Delbono. Grazie a D’Alema,

poi, la Puglia era tornata a essere un caso politico e

non un serbatoio di escort presidenziali. Poi, due

giorni fa, è uscito Panora ma con lo scoop dell’inda gine

di Bari sul complotto internazionale, subito smentita

dalla Procura e confermata da Panora ma (quindi una

balla). E il caso Banana-D’Addario è tornato al centro

dell’attenzione. Anche perché la patacca è stata

rilanciata dal Giornale e da L i b e ro . Ora persino Minzolini

potrebbe scoprire l’esistenza di Patrizia. Ancora una

volta, non bastando i casi Boffo e Fini, i signorini

grandi firme rovinano le strategie comunicative del

p ove r ’ometto che li paga. “Esclusivo. Il piano

organizzato a tavolino per mettere alle corde

Berlusconi. I registi: politici, magistrati e giornalisti. E

un gruppo di personaggi disposti a tutto” (anche a

portarsi la D’Addario nel lettone di Putin e a candidarla

a Bari). Il Giornale: “Complotto contro il premier.

Panora ma rivela un’indagine segreta” (così segreta che

nemmeno la Procura ne sa nulla). L i b e ro : “Sputtanata.

Crollano le accuse della D’Addario. Toghe, politici e

giornali d’accordo per rovinare Silvio. Patrizia era

l’esca” (chi fosse il tonno è superfluo precisarlo).

Cogliamo fior da fiore dagli articoli di Giorgio Mulè,

sagace direttore di Panora ma , e di Giacomo Amadori,

autore dello scoop mondiale. “A noi – comunica Mulè

restando serio – interessano i fatti”. Perbacco. “Gli

inquirenti sono sul punto di alzare il coperchio su una

trama maleodorante”. Slurp. “Berlusconi vittima di

complotto, la D’Addario ‘agente provocatore’

manovrata da Tarantini, Tarantini ‘ter minale’ di

spregiudicati burattinai politici, a loro volta legati a

gior nalisti”. Ma “sotto la lente degli inquirenti” (e

dove, se no?) “ci sarebbero perfino magistrati in

servizio a Bari”. Roba forte, anche perché “il capo della

Procura Laudati è tutto fuorché uno sprovveduto”: “si

muove coi piedi di piombo” ed “estrema riservatezza”

(per questo smentisce: è schivo), è “affilato e distinto”,

usa un “metodo investigativo che, per giungere alle

conclusioni, si basa sui fatti e sull’analisi di tutti i

particolari che gravitano intorno a essi”. Mica

bruscolini. Dunque la Mata Hari del Tavoliere fu

“selezionata e consegnata a Tarantini” perché la

infilasse nel lettone di Putin. Quella sera l’anziano

premier stava ultimando la consueta partita a

rubamazzo con Bondi, Cicchitto e Capezzone, che

perdevano apposta per non farlo star male, quando la

maliarda, intrufolatasi a Palazzo Grazioli travestita da

Bonaiuti, lo sorprese alle spalle e lo violentò. “No, no,

vade retro Satana”, urlava lui dimenandosi come un

ossesso nel suo curioso accappatoio bianco, “io penso

solo a Veronica e ai valori della famiglia di Santa

Romana Chiesa!”. Ma non ci fu nulla da fare, complice

una pozione magica a base di Cialis e Viagra trovata nel

comodino. Resta da capire chi montò un filmato col

sosia del Banana che pareva piuttosto entusiasta della

cosa, quale imitatore telefonò più volte alla signora nei

giorni seguenti e come fu che lei finì in lista alle

comunali di Bari. Ma lo scopo del complotto è

evidente: “Compromettere la reputazione del

p re m i e r ” e “ridicolizzarlo oltreconfine” più di quanto

non faccia lui da solo. Una mission impossible. Nulla

però è impossibile a queste misteriose entità, legate a

“intermediari internazionali, diretti a loro volta da

politici italiani rimasti per ora nell’o m b ra ”, anche se “è

logico pensare che i burattinai vadano ricercati nel

campo avverso al Pdl”. Visto che si proponevano di

rovesciare il premier, si esclude pure che

appartengano al Pd. Si batte la pista dei venusiani.

Travaglio ha voglia di scherzare. Ci troviamo di fronte ad una questione gravissima. Il FALLONE di Silvio. Non ne senso di "grosso fallo" in base alla legge dell'indice e del pollice (basso-lungo    alto-corto) ma proprio nel senso del gave pericolo che ha corso il nostro amatissimo papi.
E' del tutto evidente che la D'Addario in arte Patrizia non è una semplice escort. Come è evidente che Putin non è russo ma in realtà è francese ed il suo nome di pronuncia puten, che in barese significa puttena. Il nostro papi è così affascinante che non ha bisogno di puttene per fare sesso a 90 anni. Le fanciulle in fiore gli cadono ai piedi ammaliate dal suo sguardo magnetico e contemporaneamente affascinante e buono. Non possono resistergli e devono per forza dargliela. E lui che è troppo buono cerca di accontentarle tutte. Oltretutto gratis.
Solo menti criminali hanno potuto ordire il complotto contro Silvio, per sputtanarlo pubblicamente, come se fosse un volgare puttaniere. Proprio lui che ha in mente una legge per mandare in galera i clienti delle prostitute.
Fortunatamente l'agente segreta Patrizia è stata smascherata in tempo. Ma il rischio corso è stato tremendo.
Va aumentata la sicurezza di Palazzo Chigi, Grazioli, Villa Casati Stampa, Villa Certosa. Tutte le pulzelle che vi avranno accesso dovranno perlomeno sottoporsi al test HIV per evitare contagi a papi. Lui è troppo buono e generoso e, lo sappiamo, per carattere, non è in grado di rifiutarsi di prestare il suo uccelletto alle tantissime che vogliono provarlo.


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26 gennaio 2010


CRAXISMO E BERLUSCONISMO

 

Craxi, il primo berlusconiano

di Raniero La Valle

Con le grandi celebrazioni per Craxi, dieci anni dopo la sua morte in contumacia ad Hammamet, la destra berlusconiana ha rivendicato la sua vera ascendenza, dissipando gli equivoci che potevano essere stati ingenerati da precedenti annunci, o meglio da precedenti vanterie. I veri precursori di Berlusconi non sono né Sturzo – anche lui andato in esilio ma non come latitante – né De Gasperi – anche lui processato e condannato ma da un tribunale fascista – e tanto meno Aldo Moro che vittima sacrificale e martire della politica lo è stato davvero; il vero iniziatore dell’era berlusconiana è stato Bettino Craxi.

Lo è stato in un senso materiale, perché senza il decreto con cui il presidente socialista dette il potere televisivo alla Fininvest, Berlusconi non avrebbe potuto avere la fama ed i soldi per intraprendere la sua avventura politica; e lo è stato in senso politico, perché senza la demolizione dei grandi partiti di massa, la DC e il PCI, tenacemente perseguita da Craxi (che amava invece Proudhon), senza la decisiva sconfitta inflitta ai lavoratori con l’abolizione della scala mobile, senza la riforma in senso decisionista dei regolamenti parlamentari, e senza il precedente di un partito-spettacolo, con la sua corte, come ironizzava Formica, in cui c’erano meno politici che ballerine, un fenomeno come Forza Italia e un governo come quello che abbiamo non sarebbero stati possibili.

È chiaro che il movente della glorificazione postuma di Craxi (i discorsi, le strade, le celebrazioni TV) è stato tutto e immediatamente politico: si trattava di fare dell’esule di Hammamet la prima vittima ingiustificata caduta sotto i colpi di una magistratura uscita dalla soggezione al potere politico; si trattava di reclamare l’immunità del potere, esattamente come Craxi aveva fatto con due discorsi alla Camera, in cui non aveva negato i reati, ma li aveva trasformati in problemi politici; si trattava di rivendicare il diritto per i politici in carriera di sottrarsi in ogni modo – con la latitanza, con il legittimo impedimento, con i processi brevi o addirittura non celebrati – al giudizio di magistrati interpreti della legge ma non eletti dal popolo.

Per fare questa operazione era necessario montare la novità mediatica di un Craxi ingiustamente perseguitato, sorvolare sulle condanne da lui subite in regolari processi, e ignorare che i fatti a lui imputati non erano stati solo quelli del finanziamento illecito dei partiti, ma anche la corruzione e il lucro privato. Non c’era dunque da fare alcuna apologia; sicché anche la consolazione offerta da Napolitano nella sua lettera alla vedova di Craxi, secondo cui il peso della responsabilità per i fenomeni degenerativi del sistema politico era caduto su di lui “con durezza senza eguali”, è sembrata eccessiva.

Si è sostenuto però che, a parte la questione giudiziaria e il triste epilogo, Craxi deve essere ricordato per la sua opera di statista. Certo che in questa ci sono state, come pure è stato detto, luci ed ombre. Luce fu la difesa della sovranità nazionale che egli fece contro gli americani a Sigonella, ma notte fonda fu la sua caparbia decisione di fare installare i missili nucleari a Comiso. Con quell’atto l’Italia si sposava al demone nucleare, e diventava potenzialmente genocida (l’obiettivo assegnatole, se ci fosse stata la guerra, era l’Ungheria).

Si è lodata quella sua scelta; senza di lui i missili in Sicilia non ci sarebbero stati, e senza i missili a Comiso non ci sarebbero stati neanche i Pershing 2 in Germania perché, come poi si è saputo, la Germania, se fosse stata sola, non li avrebbe accolti. Può darsi, come molti dicono, che se quei missili non fossero stati messi, l’economia sovietica non sarebbe stata travolta dal dissesto per le spese della corsa agli armamenti, l’URSS non sarebbe crollata, e la guerra fredda non sarebbe finita.

Ma era davvero questo l’unico modo in cui la guerra fredda doveva finire? Non si erano avviati, proprio in quegli anni, diversi e più civili modi per uscire dalla contrapposizione dei blocchi?
Non si era avvistata, come possibile, la pace “in un mondo senza armi nucleari e non violento”, come diceva Gorbaciov?
E il mondo che è succeduto a quello che allora finì, questo mondo attuale senza guerra fredda ma con vere guerre perpetue e infinite, un mondo senza Marx ma anche senza Proudhon, è davvero un mondo migliore?

(25 gennaio 2010)


Credo che il berlusconismo, indubbiamente figlio del craxismo, possa essere un fenomeno politico legato all'uomo berlusconi. Pericoloso si, anzi pericolosissimo. Berlusconi, megalomane e bisognoso di cure psichiatriche come dice la oramai ex-moglie, è disposto a tutto pur di mantenere il potere. Anche ad instaurare una dittatura, come si evince dai suoi comportamenti. Grazie anche all'anagrafe finirà. Il craxismo invece è diventato un modo di fare politica da parte di quella che genericamente chiamiamo "casta". Fare politica facendo finta di farlo per "il bene comune" ma in realtà solo per la gestione del potere finalizzata unicamente ai propri interessi personali, utilizzando qualsiasi metodo, onesto o disonesto. Il craxismo è una ulteriore degenerazione culturale e valoriale della partitocrazia contrapposta alla democrazia. Credo purtroppo che il 90% dei nostri politici in carica ed aspiranti futuri leader, ovunque, siano craxisti.

Berlusconi è diventato ciò che è diventato perchè Craxi ha sistematizzato il vecchio doroteismo democristiano, andreottiano, secondo il celebre detto "il potere logora chi non ce l'ha".

Craxi ha fatto accettare come prassi politica il mentire spudoratamente, il cinismo, il disprezzo della democrazia, il diritto per i politici all'impunità. Il diritto per i politici di violare le leggi. Il rubare come status normale per un politico, di cui nessuno deve più scandalizzarsi, perchè tutti i politici, rubano. Altrimenti non si potrebbe fare politica.

Purtroppo il craxismo sopravviverà anche a Berlusconi.

Solo una grande rivoluzione culturale nelle nuove generazioni potrà abbatterlo.
A noi "vecchi" non rimane che ricordare che si può fare politica anche per spirito di servizio. Perchè si vorrebbe un mondo migliore e più giusto.

Ce l'hanno insegnato i nostri padri ed i nostri nonni. Quei quattro gatti che hanno resistito al fascismo quando la notte era appena iniziata e non se ne vedava la fine. Quando scelsero comunque di RESISTERE anche se pareva che non ci fosse nessuna speranza.


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25 gennaio 2010


BERSANI BASSOLINO DEL BONO CASINI CUFFARO

Molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più.
(Enrico Berlinguer, 1981)

Lasciamo perdere per un momento il caimano ed i suoi sudditi ladri e fedeli.
Guardiamo un pò in quella che "DOVREBBE" essere la nostra casa. Dove l'ETICA POLITICA e la MORALITA' dovrebbero essere la bussola fondamentale del fare politica.
Perchè Bersani, o il PD, non hanno mandato a casa Bassolino?
Perchè Casini non ha preso le distanze da Cuffaro ma anzi lo ha mandato in parlamento?
Perchè Bersani non manda a casa Delbono?
Le risposte le aveva già date più di trent'anni fa Enrico Berlinguer.

C'è qualcuno che oggi pensa che occorra impegnarsi, ad   esempio nel PD, per poterlo "cambiare dall'interno".
Ho visto tanti compagni che tentarono di farlo, anche nel recente passato. O si adeguavano a questo sistema o finivano emarginati ed in qualche caso alcolizzati.
La triste realtà è che sia Casini che Bersani non solo non vogliono fare nulla, al di là di belle enunciazioni riguardanti la piena fiducia nella magistratura, ma NON POSSONO FARE NULLA.
PERCHE' SONO SOTTO RICATTO.
Se Bassolino, Delbono, Cuffaro, aprono il libro nero sono guai seri per tanti.
Se vuoi fare politica, in questo sistema, devi essere ricattabile e poter ricattare.
Solo così ti pari il fondo schiena. Anche quando ti beccano con la mani nella marmellata.
Se va male, ma proprio male, e te ne stai zitto, qualche anonimo posto ben retribuito te lo trovano lo stesso.
Credo purtroppo che con questa CASTA non ci sia proprio nulla da fare.
Come diceva Gaber "sono nati proprio così, o perlomeno tutti diventano così".
E allora? Scegliere il male minore? Ma esiste un male minore se i problemi principali dell'Italia nascono dal grado di corruzione generalizzato che investe tutti gli attuali partiti?
C'è solo sa sperare in una GRANDE RIVOLUZIONE CULTURALE. In una RIBELLIONE GENERALE CONTRO LA CASTA.
C'è solo da sperare che qualche nuova generazione di giovani, con qualche leader decente, PRENDA FINALMENTE A CALCI IN CULO I POLITICI DI PROFESSIONE e che la politica possa finalmente tornare ad essere un impegno gratuito al servizio del Paese. Come lo fu subito dopo la RESISTENZA.
Con l'augurio che non occorra una guerra civile per mandare a casa tutti i corrotti che oggi occupano tutto lo Stato e le Istituzioni.


24 gennaio 2010


I POLITICI LA GNOCCA LA PAGHINO DI TASCA LORO

 

GNOCCA, POLITICA, POTERE, MORALE, IPOCRISIA, TEMPI

Un vecchio compagno comunista, più di cinquant’anni fa, diceva saggiamente: “Ai “rivoluzionari di professione” (che altro non erano che i funzionari del PCI) bisognerebbe tagliare l’uccello. Erano i tempi in cui ogni tanto, in qualche federazione o sezione, una giovane compagna rimaneva incinta e toccava al Partito soffocare lo scandalo, anche pagando qualche disinvolto intervento di IVG clandestino. E sarebbe stato clandestino anche se ci fosse già stata la 194. Certe cose è meglio che non si sappiano in giro. Certe porcate le facevano solo i democristiani ed i socialisti.

Erano altri tempi. I tempi, appunto, dei “rivoluzionari di professione”. Che se sbagliavano venivano tranquillamente trasferiti anche in altre regioni, lontano dalle tentazioni.

Quelli che hanno la mia età si ricordano ancora del Vescovo di Prato, Mons. Fiordelli. Due cittadini cattolici in quanto battezzati, tali Mauro Bellandi e Loriana Nunziati, osarono sposarsi civilmente. Furono immediatamente scomunicati, indicati pubblicamente come pubblici concubini e peccatori, fu proibita la benedizione della loro casa e negati i funerali religiosi. I Bellandi querelarono il vescovo che fu condannato in primo grado ed assolto in appello. Erano altri tempi. Immagino cosa direbbe oggi Mons. Fiordelli del Cav. Silvio Berlusconi, divorziato e risposato, puttaniere di pubblico dominio, che si vanta di essere il più grande scopatore d’Italia. La Chiesa Cattolica Apostolica Romana non si pronuncia su questo caso e questo esempio di coerenza con i valori cristiani che lo stesso annuncia di difendere ogni giorno. E’ l’ipocrisia dei vizi privati e delle pubbliche virtù, anche se i vizi, per la verità, non sono poi così privati. Sono anzi diventati un valore, o disvalore come si vuole, accettato per real politik anche dalla Gerarchia. Pecunia non olet, come sempre. Meglio sacrificare un Dino Boffo. Mi piacerebbe molto sentire un vescovo che dichiari che Berlusconi non può rappresentare i valori cristiani. Punto. E neppure il razzista Bossi. Che oltrettutto, parrebbe che con la gnocca irregolare quasi ci rimane secco.

Lasciamo pure perdere per un momento le belle gnocche che per meriti intrinsechi, cioè per il solo fatto di essere belle gnocche, sono approdate al governo, in Parlamento e prossimamente anche in tanti consigli e giunte regionali.

Dopo Noemi, certa di entrare in Parlamento perché gliel’ha promesso papi, vorrei parlare un po’ di Cinzia. Un’altra gnocca che rischia di far saltare l’amministrazione comunale di Bologna appena eletta.

Che si tratti di PdL, di PD, di UDC, ecc. ecc. tutto il mondo è paese. Questa volta però riguarda il PD. Al di là del fatto se l’ex-prodiano, vicepresidente ed assessore della giunta regionale dell’Emilia Romagna ed attuale sindaco di Bologna, indipendentemente dal fatto di sapere se abbia o non abbia commesso dei reati, scopro che il Sig. DELBONO si era portato in regione, come segretaria (e quindi suppongo con un buon stipendio) la sua adorata CINZIA. Per averla a disposizione, come Monica con Clinton.

Ora è noto che, da sempre, i capi si scopano in ufficio le segretarie, magari appositamente assunte dopo attenta selezione, per scoparsele ed allentare lo stress delle loro gravi responsabilità Ma almeno, porca miseria, lo fanno con soldi propri o con soldi privati dell’azienda. Un pubblico amministratore che si paga l’amante con soldi della collettività mi sembra motivo più che sufficiente, quando viene beccato, che il partito a cui è iscritto e che l’ha imprudentemente fatto nominare, lo costringa a dimettersi. Non ci saranno reati ma c’è una questione etica di fondo. Se gli amministratori pubblici vogliono mantenersi un’amante lo facciano con soldi propri e non della collettività.

Sono certo che all’epoca di Enrico Berlinguer, epoca che ho vissuta personalmente e dall’interno del PCI, non si sarebbe mai posta in maniera così eclatante. Perché nel PCI di Enrico Berlinguer un Delbono non sarebbe mai stato candidato a sindaco né di Bologna né di Borghettino Piccolo.

Il PD, invece che sofisticare sulle solite litanie tipo “abbiamo la massima fiducia nella magistratura” – “indagini ad orologeria” – “PM pazzi” (alla Berlusconi, tanto per intenderci) dovrebbe porsi una semplice domanda: è giusto che un politico, a qualsiasi livello, usi la sua carica per sistemare amici, parenti, portaborse e perfino amanti? Era di questo che parlava Enrico Berlinguer quando pose la “questione morale”. L’occupazione del potere da parte dei partiti, di tutti i partiti e, purtroppo, anche da parte di dirigenti del PCI.

Clinton ha rischiato di perdere la Casa Bianca per qualche pompino. Se fosse stato provato che oltre che prestazioni orali, la famosa Monica se l’era anche scopata, Clinton sarebbe stato “dismesso” dal popolo americano. Mi viene da invidiare le tradizioni protestanti e puritane degli americani. Berlusconi, per aver falsificato dei bilanci (e questo è provato) sarebbe in galera da anni.

Ma oramai ci stiamo facendo il callo. Ci stiamo abituando al fatto che corrotti e puttanieri ci siano sia a destra che a sinistra. Che la “questione morale” è una questione senza senso, in politica, perché nessuno potrebbe scagliare la prima pietra.

Che fare? Direbbe il buon Vladimir Ulianov.

Possiamo solo sperare in una nuova Primavera. In un nuovo 25 aprile.

Achille


23 gennaio 2010


LASCIAMOLI SOLI CON LA LORO COSCENZA E LA LORO VERGOGNA

 

Ho spiegato ad un mio amico, belusconiano di ferro, cosa vuol dire la "retroattività" di questa legge. Questo mio amico, anni fa, ebbe la sventura di un figlio che tornando da scuola fu investito da un'auto. Riportò notevolissimi danni fisici, fratture varie, organi interni danneggiati e se la cavò perchè aveva sedici anni ed un fisico robusto. Ma non senza aver fatto un calvario di due o tre anni tra interventi chirurgici, terapie riabilitative, eccetera. Il processo penale durò diversi anni, perchè i legali dell'assicurazione riuscivano a prolungare all'infinito la causa, per tentare un'accomodamento amichevole senza arrivare a sentenza. Lui tenne duro ed arrivò la sentenza dopo circa quattro anni. Con piena rifusione di tutte le spese subite e del danno biologico patito dal figlio. Gli dicevo: vedi, con questa legge, molti nelle tue condizioni, si troveranno ad essere convocati dall'avvocato che gli dirà: sono desolato ma devo comunicare che la causa in corso è prescritta. Come prescritta? Cosa vuol dire? Vuol dire che il processo è finito e non ci sarà nessuna sentenza. E mio figlio? E i soldi che ho già speso per le cure e per lei, caro avvocato? Mi spiace doverglielo dire. Forse non ha capito. Il processo è finito. Non ci sarà nessuna sentenza e quindi nessun colpevole.
Il mio amico berlusconiano era sbalordito. Ma come si fa a fare una legge così? Con effetto retroattivo? Ma allora quel delinquente che ha investito mio figlio, che ha mentito spudoratamente, l'avrebbe fatta franca? Si, è così. Ma come è possibile? Perchè questa legge, e soprattutto l'effetto retroattivo, viene fatta solo per far finire i processi in cui Berlusconi è oggi imputato. Per questo è retroattiva.
Credo che il mio amico un qualche dubbio sulla grandezza del suo leader carismatico forse abbia cominciato a porselo.
 
In un momento di lucida follia e di cinismo mi verrebbe da proporre a tutti i parlamentari che si oppongono a questa infamia giuridica, di non partecipare in massa alle riunioni della commissione giustizia della camera ed alla stessa discussione a Montecitorio.
 
Lasciamoli soli sui banchi della Camera. Soli con le loro responsabilità, con le loro facce, con i loro nomi e cognomi, a votare un provvedimento di legge di cui dovranno vergognarsi per tutta la vita, con i loro elettori ma, soprattutto, con i loro figli.
 
In un paio d'ore possono approvarsi la legge salva-Berlusconi e distruggi la Giustizia.
 
 Ma lo facciano in silenzio e da soli.
 
Il boato lo sentiranno fuori dall'aula sorda e grigia di Montecitorio, questa volta si bivacco di manipoli. Loro sono i manipoli.
 
E spero che Napolitano la firmi. Esprimendo dubbi sulla sua costituzionalità.
 
Lasciamo che nell'intervallo di tempo che trascorrerà tra l'approvazione della legge e l'esame della Corte Costituzionale, tutti i cittadini interessati, e credo che possano essere anche milioni, si sentano dire dal proprio avvocato che se la Corte Costituzionale approva la legge il loro processo è finito per sempre, che non ci sarà nessuna sentenza, che chi ha recato loro un torto, un danno, resterà impunito.
 
Altro che bagni di folla per il nostro eroe. Altro che miniature del duomo. Altro che "per fortuna che Silvio c'è". Saranno i suoi stessi fans, a centinaia di migliaia, a maledirlo ed a pensare: se me lo trovo davanti ...........
 


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21 gennaio 2010


HAMMAMET - ARCORE

Postata nel blog di Don Farinella.

HAMMAMET - ARCORE

Berlusconi, con un atto di generosità, potrebbe donare la sua Villa di Arcore, oggi detta San Martino (ma come sappiamo si chiama Villa Casati Stampa e fu praticamente regalata al ducetto dall'Avvocato Previti fregando la povera contessina Casati Stampa appena diciottenne di cui era il legale - 500 milioni di lire e valeva svariati miliardi!!!) alla Fondazione Craxi che anzi, da oggi, si potrebbe chiamare CRAXI-BERLUSCONI. C'è già il MAUSOLEO scolpito da Cascella. Poi, in un radioso giorno, alla presenza di tutte le autorità civili, militari e religiose (Don Verzè in prima fila) si potrà rimpatriare la salma dell'esule e collocarla finalmente nella sua Patria. Dove i fedeli del CRAXISMO, che oramai è diventata la pratica religiosa dominante, molto più del cattolicesimo, potranno comodamente recarsi in pellegrinaggio senza recarsi in Tunisia. Il Pantheon di Arcore. E anche Silvio, imbalsamato, potrà giacere accanto al suo grande amico e compare.

Inviato da achillelissoni il 21 gennaio 2010 alle 11:23


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21 gennaio 2010


COLPI DI PISTOLA E PLOTONI D'ESECUZIONE

CESARE PREVITI:
rispetta la sentenza come un colpo di pistola.

SILVIO BERLUSCONI:
i tribunali sono dei plotoni d'esecuzione.

CONCLUSIONE: buona parte della magistratura italiana è composta da assassini, da cui occorre difendersi con ogni mezzo.

COME?
Facendo appello al Popolo.

E LA COSTITUZIONE?
E' sovietica e va cambiata.

CHI E' ELETTO DIRETTAMENTE DAL POPOLO HA IL DIRITTO DI GOVERNARE CON PIENI POTERI. NON PUO' ESSERE IMPEDITO DI ESERCITARE LE SUE FUNZIONI DA IMPEDIMENTI TIPO CAPO DELLO STATO, CORTE COSTITUZIONALE, MAGISTRATURA.

CHI NON E' CON ME E' CONTRO DI ME E VA ELIMINATO, MESSO A TACERE, INERTIZZATO.



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20 gennaio 2010


RICORDO DI GIACOMO MATTEOTTI - SOCIALISTA E DEMOCRATICO


Resoconto stenografico intervento sen. Li Gotti:

Signor Presidente, l'Italia dei Valori annuncia un deciso no a questa sciagurata legge stessa. Senatori della maggioranza, rappresentanti del Governo: corruttori e corrotti, malversatori, autori di violenza o minaccia a pubblici ufficiali, autori di turbative d'asta, calunniatori, favoreggiatori, istigatori, contraffattori e diffusori di sostanze nocive, falsificatori, sequestratori, omicidi, violentatori, intercettatori abusivi di conversazioni telefoniche, ladri, ladri di appartamento, truffatori, ricettatori, vi ringraziano.

Alcune decine di migliaia di delinquenti, anche recidivi e socialmente pericolosi, vengono graziati. Viene cancellato il processo. Viene cancellato il reato e potranno tornare all'opera. Oltre e molto di più di un indulto.

Con l'indulto si cancellava una parte della pena ad un condannato definitivo; con l'estinzione del processo si cancella il processo, si cancellano le condanne non definitive, anche se giunte in cassazione, anche se il giudice è nel momento di emettere la sentenza. È un'amnistia per reati puniti con la pena sino a 10 anni. Mai accaduta una cosa del genere!

Decine di migliaia di vittime vengono beffate dallo Stato. Dopo aver cercato giustizia per anni, le vittime avranno dallo Stato la porta sbattuta in faccia. Aiuterete invece i delinquenti, aiuterete coloro che rendono insicuro il nostro Paese, aiuterete coloro che hanno commesso torti a tante vittime. Dite di fare ciò nel nome della civiltà e nel rispetto di tempi certi del processo penale. Le vostre cattive coscienze hanno un disperato bisogno di un alibi per ingannare voi stessi e i cittadini. Basta con la patetica ipocrisia.

Per far durare meno i processi ci vogliono norme per aggiustare la macchina del processo. Vi siete rifiutati di farlo, vi siete rifiutati di considerare tutte le nostre proposte di legge che dormono in Commissione. Avete detto no a tutti gli emendamenti necessari per contenere l'affanno della giustizia. Voi non volete migliorare la giustizia, non avete questo interesse, non vi interessa la giustizia. Invocate l'Europa e fate una legge che l'Europa non conosce. Voi volete la morte di 100.000 processi per salvare Silvio Berlusconi dai suoi processi e affrancarlo dalle sue responsabilità criminose. Voi stupirete l'Europa e il mondo.

Per fare ciò farete un danno enorme al Paese e ai cittadini. Fate pagare un costo senza precedenti; fate una norma che non esiste in nessuna parte del mondo. Applicate ai processi in corso una tempistica che incide sull'attività processuale già esaurita, norma processuale retroattiva per fatti non da compiere ma per fatti già compiuti. L'Italia, detta culla del diritto, rinnega il diritto, rinnega princìpi millenari, diventa un Paese con leggi, nell'accezione storica, barbare.

Vi siete chiesti la ragione per cui il Consiglio superiore della magistratura, il Consiglio nazionale forense, le camere penali e l'Associazione nazionale magistrati sono contro questa legge? È questa la settima legge ad personam. Dopo la limitazione delle rogatorie internazionali, la depenalizzazione del falso in bilancio, il legittimo sospetto, il dimezzamento dei termini di prescrizione del reato, il lodo Schifani e il lodo Alfano, ecco la settima legge per salvare un accusato di gravi ed infamanti delitti. Su di essi si erge però il più grave dei delitti, quello di sottomettere le istituzioni ai propri interessi, con il Parlamento smarrito ed asservito.

Ci disgusta l'insensibilità alla morale, all'etica, alla giustizia. Avete smarrito l'idea del bene comune e non sapete più cosa significhi l'interesse collettivo e il buon governo per il Paese. La vostra visione crepuscolare dei diritti si accompagna al decadimento della morale, alla sovversione dei valori, alla protezione del male. Arriverà la fine del crepuscolo e l'Italia e gli italiani si vergogneranno di questa deriva nefasta.

Il mondo guarderà e leggerà le leggi del nostro Paese e capirà come la democrazia possa essere ridotta ad un involucro, svuotata dal suo interno. Vi assumerete la responsabilità e la paternità del tarlo della democrazia, del diritto, della giustizia.

Molti di voi della maggioranza lo confidano: hanno consapevolezza che questa è la peggiore legge che si potesse fare. Molti di voi della maggioranza, e lo confidano, dicono che fra qualche mese bisognerà cancellare questa legge. Non si recupererà, però, l'immenso danno provocato.

E farete anche finta di indignarvi per le nostre accuse e rivendicherete la bestemmia della pretesa profondità garantista delle vostre leggi. Alzerete i toni, strepiterete, ma solo per trovare l'alibi di cui avete bisogno. Ma sarà solo arroganza, ubriacatura di potere e basso impero.

Forse un giorno, ma in ritardo, chiederete scusa ai cittadini. Nella storia sarete una parentesi, simbolo del degrado, dell'asservimento ad una oligarchia e della democrazia ferita.

Ieri, in quest'Aula, mentre si citava il gravissimo fatto del programmato attentato distruttivo ordito contro alcuni magistrati che combattono la mafia, una parte di quest' Assemblea ha irriso all'evocazione dei nomi delle possibili vittime. Ho provato vergogna. Sapevamo dei mafiosi che brindarono alla morte di Giovanni Falcone. Sapevamo della felicità dei mafiosi in carcere e del boato di giubilo quando la radio diffuse la notizia della morte di Giovanni Falcone e poi di Paolo Borsellino. Eravamo a questo. Eravamo a questa torbida conoscenza. Oggi abbiamo qualcosa di altro: una parte dell'Aula del Senato, ieri, ha fatto un coretto di irrisione alla pronuncia del nome di Antonio Ingroia, di un magistrato che la mafia vuole uccidere e di cui organizza l'eliminazione fisica.

L'Italia maltrattata dalla prepotenza, l'Italia del diritto calpestato troverà la forza e ritroverà la ragione. L'Italia dei Valori continuerà la sua battaglia a fianco degli italiani onesti, con i mezzi della sana democrazia, nel Parlamento e nel Paese, contro i ladri del diritto, della giustizia, dell'uguaglianza, della Costituzione, nel ricordo dei Padri costituenti e dei servitori dello Stato, caduti per la legge



 "Ho letto e rabbrividisco.
Perchè mi torna in mente la lettura dell'ultimo discorso di Giacomo
Matteotti alla Camera. Se questa legge passasse e diventasse legge dello
Stato Italiano, possiamo prendere la nostra Costituzione e metterla in un
cassetto. Allora si chiamò "fascismo". Oggi possiamo chiamarlo "craxismo".
Ma sempre la fine della democrazia è.
Il Popolo Italiano ostaggio di una banda di delinquenti, venduti,
parassiti, disonesti senza vergogna. Speriamo che Napolitano non faccia
come Vittorio Emanuele III e che la Corte Costituzionale sia ancora
composta in maggioranza da galantuomini, che facciano con coraggio il loro
dovere, e fermino questi pazzi."


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